12 mar

Mai il voto è per sempre

mio articolo sul “Il Messaggero del 12 marzo

Sconfitta, tracollo, disfatta.
Dopo settanta anni finisce qui l’egemonia della sinistra in Umbria. Un fatto storico, perfino sconvolgente per chi in Umbria vive e qui ha fatto politica. Una società regionale pervasa da sempre dal potere della sinistra: la burocrazia regionale, provinciale, i comuni, l’organizzazione sanitaria, i sindacati, tutto faceva riferimento ad un potere che nel giro di una notte è evaporato, si è sciolto. Settanta anni di storia, uomini e donne che l’anno fatta, sepolti da una slavina di schede elettorali.
La vicenda appare così incredibile, perfino così truculenta, da assomigliare ad un sogno, oppure ad un incubo a secondo di chi assiste allo spettacolo.
Il PD si è accapigliato per settimane su collegi elettorali che apparivano tutti comunque in grado di eleggere i candidati della sinistra per accorgersi la mattina del 5 marzo che i supposti protagonisti erano stati tutti rispediti a casa. Eppure loro avevano fatto una campagna elettorale impegnativa, tanti incontri, manifestazioni, dibattiti, mentre gli altri, i loro avversari, erano di diritto iscritti alla rubrica “Chi l’ha visti”. Tranne pochissime eccezioni, l’ordine era di rintanarsi a casa, non rispondere al telefono, men che meno attaccare qualche manifesto, meglio ancora, farsi una vacanza o al massimo qualche cazzeggio al bar. Tanto la vittoria l’avrebbe garantita la rabbia della gente e la sordità di un PD ormai politicamente stremato. Eppure sono stati bocciati, e dispiace, anche candidati che hanno dato molto alla nostra regione, che sul campo hanno dimostrato serietà, onestà e capacità. Ma lo tsunami , come sempre, ha travolto tutto senza distinzioni, il male ma anche il bene.
Attenzione però. L’elezione era su scala nazionale, si giudicava quanto fatto dalla maggioranza di governo e soprattutto il leader del PD. Alle prossime regionali la voglia di cambiare rimarrà intatta, anzi, ancora più forte, metodi e strumenti di governo giudicati severamente, i protagonisti di oggi probabilmente non assolti, ma la voglia di sicurezza, di tranquillità, poter coltivare certezze e speranze per figli e nipoti, la voglia di affidarsi a partiti e movimenti che sappiano declinare meglio fiducia e credibilità rispetto a volontà rivoluzionarie e becere, dopo la clamorosa protesta, tornerà ad essere apprezzata. Questo varrà per tutti, anche per l’incerottato PD di oggi

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