L’indiscreto: il trionfo dei più tristi voltagabbana

(mio articolo sul Messaggero del 8 agosto)

Non è stata la spaccatura sulla scelta dei vertici Rai il motivo della fine del centro destra.
Anche se ammantato da un impacciato silenzio, da una malcelata volontà a non alzare i toni delle polemiche per tentare di salvare dalla tempesta le tante giunte locali di centro destra, la scelta di Salvini di fare un governo con i grillini con il diniego ad una alleanza con FI, ha definitivamente rotto la solidarietà di un centro destra già diviso tra popolari e sovranisti, centristi e lepenisti.
Per molto meno, rei solo di voler sostituire la leadership di Berlusconi e non certo di fare, come ha invece fatto Salvini, un governo con gli avversari, Fini Casini, Alfano, sono stati politicamente annientati. Con Salvini non riuscirà perché intanto lui si è rafforzato e Berlusconi indebolito ed anche invecchiato ma quel che resta sono solo le macerie di un centro destra che per anni è sopravvissuto solo grazie alla autorevolezza e alle “magie” politiche del Cavaliere non certo per una omogeneità politica tra alleati. Oggi finisce una storia ultraventennale iniziata con lo sdoganamento della destra post fascista di Fini e con l’alleanza ad “assetto variabile” tra il MSI e la Lega bossiana.
Ma l’interesse ormai è su quello che riserverà il futuro con uno sguardo su quanto è avvenuto alle elezioni di marzo. In tutta Italia, anche in Umbria, tanti parlamentari di centro destra sono stati eletti nella coalizione di centro destra con il sistema maggioritario così che Camera e Senato sono popolati da parlamentari leghisti giunti sino a lì con i voti determinanti degli elettori di FI o FdL, e viceversa. Oggi costoro, anche umbri, si trovano su sponde diverse chi sostenendo il governo chi invece all’opposizione. Una grande confusione ma soprattutto una clamorosa mancanza di rispetto della volontà popolare, un “voltagabbanismo” non solo supinamente accettato dagli interessati ma perfino obbligato dai leader di oggi che pur non si stancano di richiamarsi alla volontà dei cittadini. Ai tempi della prima ma anche della seconda repubblica questi comportamenti sarebbero stati bollati soprattutto da lega e M5S che invece oggi li hanno determinati e incoraggiati.
In questa vicenda politica a dir poco torbida, Salvini, dopo aver tradito una alleanza e il suo progetto per fare un governo giallo verde, ha l’ardore di accusare di tradimento FI solo perché non ha aderito all’imposizione di un Presidente della Rai che se è di garanzia lo è solo per la maggioranza. Suvvia. Siamo seri. Il centro destra non esiste più perché Salvini è andato con i suoi simili che sono i grillini e non certo per uno scontato diniego da parte di FI a votare un Presidente Rai scelto da alti.
Non tutti i mali però vengono per nuocere: il divorzio fra populisti, sovranisti con i popolari, potrà, forse, rilanciare la costruzione di un polo moderato, davvero alternativo ai gialloverdi e di stampo europeo che richiami in campo tutti quei “riservisti” moderati che, disgustati dall’andazzo di questi ultimi tempi, si sono disinteressati della politica.
Forse questa, in molti lo sperano, altri lo temono, potrebbe essere la conseguenza del divorzio politico tra Salvini e Berlusconi.

Pubblicato da

Maurizio Ronconi

Medico,politico, parlamentare per tre legislature

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