Le sovrapposizioni umbre

(mio articolo Corriere dell’Umbria del 13 luglio)

Bisogna riparlarne perché la questione quest’anno è davvero clamorosa, forse ridicola, certamente intollerabile.
Con il terremoto che ha devastato una parte, sia pur ristretta, dell’Umbria, la flessione turistica è stata evidente, l’appeal della nostra regione è crollato, le paure hanno preso il sopravvento complice anche una informazione raffazzonata, spesso disinformata.
Conseguente è stato lo sforzo della Regione, ma anche del governo nazionale, a proporre spot promozionali a favore della nostra Regione, delle sue bellezze naturali ed artistiche, dei suoi festival ed eventi alcuni dei quali ormai delle vere eccellenze internazionali.
Dall’Umbria si risponde con una incredibile sovrapposizione temporale degli eventi che ha del masochistico o del dilettantistico o, peggio, dell’egoistica presunzione. Da parte della regione, che dovrebbe avere un ruolo nella programmazione complessiva delle manifestazione umbre, una incapacità che dovrebbe far riflettere e anche preoccupare.
Quest’anno si è avuta una sovrapposizione tra la Quintana, il Mercato delle Gaite di Bevagna, le infiorate di Spello. Tre grandi appuntamenti e con le Infiorate di Spello e le Gaite di Bevagna che attirano decine di migliaia di turisti, anche stranieri. Tutte nella stessa settimana, spesso con gli eventi clou organizzati nelle stesse giornate.
Il rilanciato e assai apprezzato Festival di Spoleto, tornato agli antichi fasti mondani, si sovrappone per la metà della sua durata con la settimana di Umbria jazz, ormai manifestazione simbolicamente rappresentativa di tutta la Regione.
Si dirà che il calendario degli artisti internazionali è obbligato, che comunque si registra ovunque un grande afflusso, che da tempo si verifica la sovrapposizione degli eventi e tuttavia manifestazioni che usufruiscono di finanziamenti pubblici, Comuni, Regione e ora anche Governo, dovrebbero essere obbligate da chi di dovere ad organizzarsi in modo tale da garantire una continuità di eventi così da offrire opportunità a tutti quelli che vorrebbero assistere e partecipare ma che con l’angustia temporale non possono.
Con una meno ottusa organizzazione dei calendari che si dipani in più settimane e mesi, il messaggio pubblicitario, lo spot, questa volta gratuito ma straordinariamente efficace, affidato alla critica nazionale ed internazionale, avrebbe una ricaduta assai più concreta e positiva. Farebbe parlare della nostra bella regione molto più a lungo, molti sarebbero gli effetti positivi.
Le grandi manifestazioni possono rappresentare un traino reale per chi vorrà trattenersi qualche giorno in più nella nostra terra, la non sovrapposizione del calendario degli eventi favorirebbe di certo la nostra causa turistica.
E invece quello che apparirebbe ovvio, di buon senso, perfino necessario, non si fa, anzi, si persevera su una sovrapposizione che ormai assume il sapore della scelleratezza.
A questo punto, la regione dovrebbe imporsi e, sentiti gli organizzatori delle manifestazioni, proporre un calendario al rispetto del quale venga subordinato il patrocinio, con tutto quello che ne consegue. Se non si ottiene nulla con le buone forse lo si può avere con metodi più stringenti. Basterebbe volerlo.

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Pubblicato da

Maurizio Ronconi

Medico,politico, parlamentare per tre legislature

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