03 set

La fuga di Errani

(Mio articolo sul Corr dell’Umbria)

Ormai è ufficiale: Errani se ne va, abbandona.
Considerando che Errani, giusto un anno fa, aveva ricevuto l’incarico di Commissario straordinario per la ricostruzione, dalla decisione assunta si può dedurre che la ricostruzione è avviata e in fase avanzata oppure, al contrario, che il fallimento è stato totale ed è meglio togliere il disturbo o, infine, che, come qualcuno dice, Errani vuole candidarsi al Parlamento e dunque smanioso di allontanare un fardello politicamente insostenibile.
Al di là dei quotidiani proclami trasudanti soddisfazione e anche auto celebrativi, delle almeno settimanali transumanze politiche nelle zone terremotate con relative promesse, dichiarazioni e comparsate televisive, basta andare da quelle parti per rendersi conto dei ritardi drammatici che un modello di ricostruzione sbagliato, inapplicabile, inaffidabile, ha determinato.
Ad oggi non si parla ancora di ricostruzione pesante, i progetti presentati di ricostruzione leggera si contano sulle dita delle mani, le macerie per lo più sono ancora là dove le ha fatte ruzzolare il terremoto, le attività produttive languono tant’è che gli operatori economici iniziano a protestare pubblicamente, molte strade sono ancora impercorribili spezzando, ormai definitivamente, collegamenti essenziali, i moduli abitativi che dovevano essere piazzati entro Pasqua in larga parte non lo saranno neppure per Natale, le stalle per ricoverare il bestiame in molti casi sono di là da venire. Intanto sono state emesse ben 35 ordinanze, l’ultima fatta per correggere le precedenti con un conseguente paralizzante caos normativo ed una inestricabile burocrazia.
La gente è esausta per le inutili trafile davanti agli uffici per la ricostruzione, impossibilitati da parte loro ad offrire soluzioni. Cala in quelle zone una drammatica assuefazione alla provvisorietà, alla incertezza, che potrebbe spingere ad una definitiva emigrazione di abitanti e di attività produttive.
In questa situazione il Commissario straordinario per la ricostruzione ( che ancora non c’è) se ne va.
Senza giri di parole, con schiettezza: o Errani è un pusillanime che di fronte alla drammaticità e al fallimento della ricostruzione preferisce sottrarsi ed andarsene, oppure le divisioni, i litigi nella così detta cabina di regia hanno reso impossibile la prosecuzione di un impegno annunciato a suo tempo con squilli di trombe e dichiarazioni roboanti di un tronfio Renzi.
C’è però anche una terza ipotesi. L’abbandono di Errani frutto della lotta fratricida nella sinistra con lo stesso determinato a candidarsi in Parlamento in una formazione concorrente a quella di Renzi e dunque una sopravvenuta incompatibilità politica con il rischio di trasformare le zone del terremoto nel campo di battaglia elettorale della sinistra. Questo sarebbe perfino più distruttivo del terremoto, soprattutto per la sinistra.

maurizioronconi@gmail.com

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