Il grande pericolo della sinistra umbra

(mio articolo su Il Corriere dell’Umbria del 10 dicembre)

La legge elettorale è stata approvata, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, proposti i collegi elettorali. E’ tutto pronto, inizia la campagna elettorale che porterà al voto entro la metà del prossimo mese di marzo.
Una legge elettorale nuova con dei collegi maggioritari e con liste proporzionali collegate, senza possibilità da parte dell’elettore del voto disgiunto, ovvero se si vota il candidato “A” nel maggioritario, automaticamente il voto va anche alle liste collegate al candidato “A”. O viceversa.
Si avrà modo e tempo per parlare della legge elettorale delle sue positività ma anche di quello che non va. Interessante invece immaginare lo scenario elettorale in una regione rossa come l’Umbria dove matura la sensazione che con questa legge elettorale i risultati politici, stagnanti da decenni, potrebbero radicalmente cambiare.
In passato, anche recente, con leggi elettorali maggioritarie o anche proporzionali, in Umbria ci si era abituati a vittorie della sinistra, prima sempre schiaccianti , poi nel corso degli anni più incerte.
La prossima volta le cose potrebbero cambiare. Anzi, cambieranno di sicuro se l’approccio del PD non dovesse radicalmente mutare in senso inclusivo, se dovesse essere confermata quella autosufficienza già ampiamente dimostrata anche nelle ultime elezioni regionali.
Proprio nelle ultime regionali il Pd ottenne il 36% che sommato al 3,5 % dei socialisti darebbe un 39% equivalente al risultato del centro destra. Nel frattempo però il Pd si è indebolito dovendo tra l’altro sopportare la scissione da parte di D’Alema, Bersani e compagnia che pure in Umbria non saranno di certo fortissimi come nel passato ma sicuramente presenti ed in grado si sottrarre al partito di Renzi molti consensi. Con questa sottrazione la sinistra, da sempre dominante in Umbria, non sarebbe in grado di vincere da sola nessun collegio maggioritario. E visto che con questa legge elettorale senza voto disgiunto la candidatura del maggioritario sarà trainante anche per le liste proporzionali, la sconfitta della sinistra in Umbria potrebbe trasformarsi in un tracollo. A meno che nel Pd umbro si cambi immediatamente registro guadagnando la consapevolezza che i tempi d’oro sono finiti, che la congiuntura della politica obbliga a scelte diverse, che le disfide tra quattro gatti nei circoli non solo sono inutili ma soprattutto dannose, che non è il momento della supponenza ma della generosità e delle alleanze, che è necessario costruire coalizioni credibili e, a dirla con l’ultimo Renzi, cercare alleati a cui garantire pari dignità e, diciamola tutta, cedere qualche collegio maggioritario.
Non sarà una operazione facile per chi da sempre è abituato a fare da solo perché tanto era sufficiente per vincere, perché i moderati, potenziali alleati, rischiano di essere attratti da un centro destra che ha dalla sua il favore dell’esercizio della opposizione e può offrire l’emozione poco politica ma molto umana della rivalsa, perché anche nel recente passato, anche con Renzi, anche in Umbria, non è che ai moderati sia sempre stata riservata considerazione ed attenzione.
Da qui al voto, in poche settimane, il Pd, anche quello umbro è atteso, se lo vorrà, ad un mezzo miracolo perché non solo politico ma soprattutto di consapevolezza per costruire le ragioni di un centro sinistra 2.0, tutto nuovo, di stampo europeo, alla Macron o anche alla tedesca, vista la nuova grande coalizione che lì si sta ricomponendo, che marchi definitivamente le distanze da quella sinistra nostalgica, operaista e anche un pò astiosa, lasciando invece spazio a quella componente della società riformista, democratica e liberale.
Questa è l’unica strada per incoraggiare uno schieramento moderno in grado di opporsi a quella parte del centro destra lepenista e francamente post fascista e al neopopulismo rozzo del Movimento 5 Stelle.
Questa rigenerazione politica della sinistra non è né facile né scontata perché dovrà superare la prova della nostalgia e della tentazione del ritorno al passato che però significherebbe rincorrere un illusorio canto di sirene che l’avvierebbe verso una sconfitta epocale anche in quella che fu la regione rossa per eccellenza
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Pubblicato da

Maurizio Ronconi

Medico,politico, parlamentare per tre legislature

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