Una risposta che il consigliere PD Locchi si merita

E’ evidente che in Umbria di residuale c’è solo il consigliere regionale Locchi anche perché sarebbe sufficiente che lo stesso chieda ai suoi candidati sindaci, particolarmente a quelli di Perugia e di Foligno se considerino l’UDC e i cattolici democratici residuali oppure determinanti per una svolta di discontinuità nelle loro coalizioni.
C’è la sensazione che il suddetto consigliere regionale sia rimasto non solo politicamente ma anche concettualmente attardato e di questo non l’UDC ma il Pd dovrebbe preoccuparsi.

La BpS se ne va

Al di là di una difesa d’ufficio del sindaco di Spoleto, scandalizza il silenzio e l’indifferenza delle Istituzioni della regione riguardo al passaggio della Banca Popolare di Spoleto alla Banca Popolare di Desio.
L’Umbria perde l’ultima banca regionale, una vicenda che rischia di avere serie ripercussioni sull’economia regionale, sulle attivita’economiche e sulle imprese, che riduce l’Umbria ad essere una delle pochissime regioni italiane a non poter più contare su di un istituto di credito a valenza regionale e fortemente radicato sul territorio.
Ancora più incomprensibile e grave è che l’acquisizione fa seguito ad una rinuncia da parte delle Fondazioni di Foligno, Spoleto, Terni, a partecipare alla acquisizione della BpS in modo da costruire un polo del credito Umbro.
Sembre purtroppo in Umbria d’essere tornati all’Italia dei comuni dove il particolarismo e i personalismi sembrano prevalere su un coraggioso e necessario impegno comune.
Una pagina brutta per la nostra regione che poteva essere evitata solo se si fosse dimostrato più senso di appartenenza e disponibilità.
Spero ora che la politica prenda atto della vicenda e in futuro si attrezzi diversamente per favorire donne e uomini disponibili ad un impegno per il territorio e non più unicamente per il personale cortile.

Le preferenze o sono solo chiacchiere

Se nella nuova legge elettotorale non verrano inserite le preferenze, i parlamentari continueranno comunque ad essee scelti dalle oligarchie dei partiti e non dagli elettori, il parlamento continuerà a non essere libero ma ad obbedire ai pochi che continueranno a comporre le liste.
Solo l’introduzione delle preferenze sarà dirimente circa la volonta’ dei nuovi leader a rinnovare davvero oppure se, al di la’ delle chiacchiere, vorranno continuare a menare il can per l’aia.

L’ignoranza di Renzi

L’ignoranza istituzionale di Renzi esita in una demagogia pericolosa e distruttiva.
Se appare pacifica la necessità di superare il bicameralismo perfetto, ridurre il parlamento ad una sola Camera è facilmente contestabile solo con la costatazione di quanto i procedimenti legislativi vengano modificati nel corso delle due letture.
La stessa Legge di Stabilità potrà essere notevolmente migliorata grazie alla successiva lettura alla Camera.
Un leader politico del domani che si propone di minare le attuali regole istituzionali senza conoscerne meccanismi e funzionamenti è pericoloso per se e soprattutto per gli altri.

Foligno rivedere progetto ex zuccherificio

Sulla area dell’ex zucchificio c’e’ la necessita’ di una completa rivisitazione del progetto essendo quello in essere superato, inattuale, inutile e forse anche dannoso per il rimanente contesto commerciale e sociale della citta’.
Ora sara’ necessario un atto di previdente coraggio da parte della amministrazione comunale non escludendo prioritariamente una larga consultatione della cittadinanza su un progetto che inevitabilmente trasformera’ la citta’. La preoccupazione e’ che lo faccia in senzo positivo.

Fare il partito popolare in Italia, aderire al PPE ma per cambiare la politica del PPE

Fare il partito popolare in Italia, aderire al PPE ma per cambiare la politica del PPE.
Gli elettori non sarebbero certo interessati alla nascita di un nuovo partito e neppure ad uno popolare se si limitasse ad una piaggeria nei confronti dei tedeschi e all’etablissement dei popolari europei.
Al contrario un partito popolare in Italia potrebbe incontrare il favore degli elettori se si proponesse un drastico cambio della politica comunitaria con un impulso allo sviluppo abbandonando lo sciocco e dannoso monetarismo di cui il PPE è stato sino ad oggi il principale ispiratore, se proponesse agli italiani una svolta rispetto alla politica imposta dalla Merkel.
Il senso della proposta dei popolari italiani deve ripercorrere un solco degasperiano che confligge con quello della Merkel. Questa è l’unica proposta che potrebbe salvare il Paese da un’onda anti europeista, populista, grillina, lepenniana e probabilmente berlusconiana.

No all’aumento delle tasse

Ingiustificati ed inaccettabili gli aumenti delle aliquote IRPEF proposti dalla Giunta regionale.
Con l’attuale peso fiscale aumentare le aliquote è non soltanto cervellotico ma rischia di provocare una incontrollabile reazione sociale.
Con la proposta avanzata dalla Giunta continuerebbero a pagare i soliti noti, quelli che già pagano abbondantemente le tasse, i lavoratori dipendenti, graziando ancora una volta gli evasori.
Se poi consideriamo che i dipendenti pubblici hanno gli stipendi fermi da anni e per altri ancora non si intravvede alcun aumento, una ulteriore lievitazione della pressione fiscale determinerebbe una contrazione netta del reddito familiare.
L’UDC sin d’ora si dichiara disponibile a manifestare anche pubblicamente e clamorosamente con tutti quelli che vorranno esserci, contro l’aumento dell’IRPEF regionale, invitando al contrario la Giunta a dar luogo invece ad una sera revisione della spesa che, soprattutto in Umbria, riserva ancora ampi margini di risparmio per inaccettabili sprechi.

Grave la decisione della Fondazioni Umbre

Pur nel rispetto della autonomia decisione delle Fondazioni, è grave la mancata adesione delle stesse alla cordata umbra che si propone di rilevare le quote della Banca Popolare di Spoleto.
Quando capitali interamente umbri, come quelli delle Fondazioni, non vengano utilizzati per rilanciare l’unico istituto bancario regionale o è conseguente ad una valutazione negativa dell’investimento oppure è segno di impropria interferenza di altro gruppo bancario che evidentemente immagina di imporre una sorta di monopolio finanziario in Umbria.
Se invece corrispondesse al vero la prima delle ipotesi non si comprenderebbe come invece imprenditori umbri e particolarmente la Fondazione della Cassa di Risparnio di Perugia ritengano compatibile l’investimento di capitali propri in Banca Popolare di Spoleto.
Appare inoltre assai grave che le Fondazioni umbre non si interroghino sulla sorte di oltre 10.000 soci della Credito e Servizi che rischiano di vedere drammaticamente andare in fumo il valore della loro partecipazione con un ulteriore impoverimento della società regionale.
C’è la sensazione che dietro il passaggio di proprietà della BpS si giochi invece una partita finanziaria che ha come preoccupazione più le sorti di alcuni banchieri che non quella del futuro dell’Umbria.

L’idea della nuova linea ferroviaria

La nuova ipotizzata stazione dei treni
veloci tra Umbria e Toscana, rappresenta
certamente una soluzione
condivisibile e assai favorevole affinché
gli umbri possano finalmente
accedere agevolmente alla rete dei
trasporti ferroviari veloci. Per rendere
il progetto definitivamente vantaggioso
bisognerà però trasformare
la tratta Foligno-Perugia-Terontola,
in una vera metropolitana di superficie
con motrici intervallate al massimo
ogni quindici minuti che possano
mettere in comunicazione veloce
Foligno con Perugia e poi la nuova
stazione di trasporto veloce.
Un progetto risolutivo per gran parte
della regione e che trasferirebbe una
fetta importante del traffico dalla
gomma alla rotaia oltre che a rendere
Foligno e il suo circondario zona di
espansione anche per il Perugino.

MAURIZIO RONCONI
Udc

Forza Italia: Ronconi, nasce partito proporzionalista

”Con il ritorno di Forza Italia viene archiviato un partito a vocazione maggioritaria che era l’ambizione che giustifico’ la nascita del PdL e nasce invece un partito per le coalizioni e dunque proporzionalista”. Se ne dice convinto Maurizio Ronconi, esponente umbro dell’Udc e capogruppo alla Provincia di Perugia. ”Questo, la storia di antiche alleanze, oltre al dato che l’inclusivita’ del PdL fu motivo di rottura con l’UdC – prosegue – potrebbero rappresentare segni di positive novita’ nella politica italiana. Ora si trattera’ di capire se la deriva sara’ verso il popolarismo europeo o il populismo sudamericano”.